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Gatti

Il gatto riconosce il suo nome? Cosa dice la scienza

Aggiornato il 16 ottobre 2026

Gatto che alza la testa verso il proprietario che lo chiama per nome

Sì, il gatto riconosce il suo nome: uno studio giapponese del 2019 su 78 gatti ha mostrato segni di attenzione maggiori proprio al loro nome rispetto ad altre parole simili. Ma riconoscerlo non significa obbedire — sa che lo stai chiamando e decide se vale la pena rispondere. Se il nome precede cose buone, funzionerà meglio.

Lo chiami per nome e lui non si gira nemmeno. Lo chiami per la pappa e arriva di corsa. Conclusione di molti proprietari: il gatto ignora il suo nome per principio, o peggio, non lo conosce proprio. La scienza, però, dice un’altra cosa — e la differenza tra “riconoscere” e “rispondere” è tutta qui.

Lo studio giapponese del 2019

Un team dell’Università Sophia di Tokyo ha testato 78 gatti — sia domestici che di cat-café — con un esperimento elegante: hanno fatto ascoltare ai gatti una sequenza di parole, quattro nomi generici seguiti dal loro vero nome, tutti pronunciati con lo stesso tono dalla stessa voce. Risultato: i gatti mostravano segni di attenzione (movimento delle orecchie, della testa, della coda) significativamente maggiori proprio al loro nome.

Per dare i riferimenti completi: lo studio è di Atsuko Saito e colleghi dell’Università Sophia di Tokyo, pubblicato su Scientific Reports nel 2019. I gatti distinguevano il proprio nome da altre parole con lo stesso numero di sillabe e lo stesso accento — e lo riconoscevano anche quando a pronunciarlo era un estraneo, non il proprietario.

I gatti riconoscono il loro nome. Lo distinguono da altre parole della stessa lunghezza e dallo stesso tono. Il punto è che riconoscerlo non significa obbedire: il gatto sa che lo stai chiamando, e decide se vale la pena rispondere. È una differenza che i proprietari di cani faticano a comprendere, ma è l’essenza del gatto.

Come impara il nome (e come insegnarglielo meglio)

Il gatto non impara il nome come un’etichetta astratta: lo associa alle conseguenze. Se il nome precede quasi sempre cose buone — pappa, gioco, coccole — il nome diventa una promessa interessante. Se precede cose sgradite — la gabbia del veterinario, il bagnetto, il rimprovero — il nome diventa un segnale da ignorare.

Per insegnarlo (o rinforzarlo) a un gatto nuovo:

  1. Associa il nome al cibo: pronuncia il nome, subito dopo dai un premietto. Ripeti 5-10 volte per sessione.
  2. Usa sempre lo stesso tono: allegro e invitante, mai per sgridarlo. Per i rimproveri usa un suono diverso (“no”, un “ssst”).
  3. Premia ogni risposta: se il gatto ti guarda o si avvicina quando lo chiami, premietto immediato — anche se ci ha messo un minuto a decidere.
  4. Non ripeterlo a vuoto: chiamarlo venti volte mentre lui ti ignora gli insegna solo che il nome non significa niente.

Perché a volte sembra sordo

Il gatto che non risponde al nome di solito rientra in uno di questi casi: sta dormendo (e i gatti dormono 16 ore al giorno), è concentrato su qualcosa di più interessante (il famoso chattering davanti alla finestra non si interrompe per nessuno), oppure ha imparato che rispondere non porta a niente di buono.

C’è anche un fattore sociale: i gatti riconoscono la voce del proprietario meglio di quelle sconosciute — lo ha mostrato un precedente studio del 2013 dello stesso gruppo di ricerca; lo studio del 2019, invece, ha visto i gatti rispondere al proprio nome anche quando a pronunciarlo era un estraneo. Se il tuo gatto risponde a te e ignora gli ospiti, prendilo come un complimento.

Il nome come strumento, non come telecomando

Una volta che il gatto riconosce il nome, puoi usarlo come base per tutto il resto: il richiamo (“vieni qui”), l’interruzione di un comportamento indesiderato (chiamarlo invece di sgridarlo), e come primo passo del clicker training. Il nome non è un telecomando — è l’inizio di una conversazione.

E se il tuo gatto oltre a ignorare il nome ti sveglia alle 3 di notte miagolando, sappi che non è dispetto: scopri perché il gatto miagola alle 3 di notte e come farlo smettere.

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