È un segnale di comunicazione — «sto giocando, non sono aggressivo» — e di fisiologia: l’eccitazione accelera il respiro e irrita il naso. Preoccupati se starnutisce a riposo, se la secrezione è gialla o con sangue, o se dopo uno starnuto violento si gratta il naso: parlane col veterinario.
State giocando — una lotta buffa sul tappeto, una rincorsa in giardino — e all’improvviso il tuo cane inizia a starnutire. Una volta, due, tre volte di fila. Ti fermi preoccupato: si è fatto male? Ha qualcosa nel naso? Poi lui ti guarda, scodinzola e riparte a giocare come se niente fosse.
Buone notizie: nella stragrande maggioranza dei casi, gli starnuti durante il gioco sono completamente normali. Anzi, sono un segnale di comunicazione. Vediamo perché.
Gli starnuti come segnale di gioco
I cani comunicano anche con segnali fatti apposta per dire “è tutto un gioco”. Il più famoso è l’inchino di gioco (il “play bow”, con le zampe anteriori a terra e il sedere alzato). Gli starnuti durante il gioco appartengono alla stessa categoria: sono un segnale che dice all’altro cane — o a te — “quello che sto facendo è gioco, non sono aggressivo”.
I comportamentalisti li chiamano segnali calmanti o di “metacomunicazione”: servono a mantenere il gioco entro i limiti, soprattutto quando l’eccitazione sale. Un cane che starnutisce mentre lotta con un altro cane sta in pratica dicendo “tranquillo, sto giocando”. È uno dei motivi per cui i cani che giocano bene insieme starnutiscono spesso: stanno negoziando continuamente le regole del gioco.
L’eccitazione fa starnutire (anche noi)
C’è anche una componente puramente fisiologica: quando il cane si eccita, respira più velocemente e più profondamente, e l’aria che entra a forza nel naso può irritare le mucose e scatenare lo starnuto. Succede anche a noi umani — pensa a quando ridi così tanto che ti viene da starnutire.
Alcuni cani sono più “starnutatori” di altri per conformazione: quelli con il muso corto (boxer, bulldog, carlini) hanno le vie respiratorie più compatte e starnutiscono più facilmente in generale, gioco incluso.
Quando invece è il caso di fare attenzione
Gli starnuti da gioco sono normali quando: avvengono durante il gioco o l’eccitazione, sono isolati o in brevi serie, il cane è per il resto sano e felice, e non c’è secrezione nasale strana.
Fai attenzione invece se noti:
- Starnuti continui anche a riposo, senza legame col gioco
- Secrezione nasale gialla, verde o con sangue
- Starnuto singolo violentissimo seguito da tentativi di grattarsi il naso (potrebbe esserci un corpo estraneo, come una spiga)
- Starnuti + tosse, febbre o abbattimento (possibile infezione respiratoria)
In questi casi una visita dal veterinario chiarisce tutto. E se il tuo cane fa quegli strani versi come se “ingoiasse” gli starnuti, probabilmente è lo starnuto inverso: impressionante da vedere, quasi sempre innocuo.
Il gioco è pieno di questi piccoli linguaggi segreti: se vuoi dargli gli strumenti giusti per sfogarsi, scegli tra i giochi che resistono ai masticatori più determinati. E per capire altri suoi comportamenti misteriosi, scopri perché gira su sé stesso prima di sdraiarsi.
Domande frequenti
Perché il cane starnutisce quando gioca?
È un segnale di comunicazione: sta dicendo “è tutto un gioco, non sono aggressivo”. I comportamentalisti li chiamano segnali di metacomunicazione — servono a mantenere il gioco entro i limiti quando l’eccitazione sale. In più l’eccitazione accelera il respiro e irrita il naso, e lo starnuto parte da solo.
Lo fanno tutti i cani?
Molti sì, ma non tutti: dipende dal carattere e dallo stile di gioco. Alcuni cani “parlano” di più, altri meno — ed è normale in entrambi i casi.
Devo fermare il gioco se il cane starnutisce?
No: se starnutisce solo mentre gioca e poi riparte scodinzolando come se niente fosse, è tutto normale. È il suo modo di dirti che si sta divertendo.
Quando gli starnuti devono preoccuparmi?
Se starnutisce anche a riposo, se la secrezione è gialla o con sangue, o se dopo uno starnuto violento si gratta insistentemente il naso. In questi casi, parlane col veterinario.



